Il metodo
Lo stesso percorso per ogni incarico, perché ogni conclusione possa essere compresa e verificata.
Perché un metodo comune
Due esperti possono arrivare a conclusioni diverse sullo stesso veicolo. Succede, ed è legittimo. Quello che non deve succedere è che non si capisca perché. Il metodo IIPM stabilisce cosa va esaminato, come va documentato e come vanno motivate le conclusioni. Il risultato è una relazione che chiunque, anche un altro esperto, può ripercorrere passo per passo.
Il metodo si adatta al tipo di incarico: una ricerca storica non segue le stesse fasi di una perizia di valutazione o dell’analisi di un danno. I principi, però, sono gli stessi.
Le fasi di lavoro
- Definizione dell’incarico. Chiariamo con te cosa ti serve e per quale scopo, e lo mettiamo per iscritto nel preventivo.
- Identificazione del veicolo. Numeri di telaio e motore, targhe, documenti: il punto di partenza di ogni analisi.
- Documentazione fotografica. Fotografie sistematiche secondo uno schema comune, per registrare ciò che è stato osservato.
- Verifica dei documenti. Esame della documentazione disponibile e della sua coerenza con il veicolo.
- Analisi. Condizioni, originalità, interventi eseguiti, eventuali danni.
- Fonti. Indicazione di tutte le fonti utilizzate: archivi, pubblicazioni, dati di mercato.
- Conclusioni motivate. Il valore o il giudizio, con gli elementi che lo sostengono.
- Revisione e consegna. Verifica formale della completezza della relazione prima della consegna.
- Archiviazione. Conservazione ordinata della documentazione, nel rispetto della riservatezza.
Cosa contiene una relazione IIPM
- Dati dell’incarico, scopo e data del sopralluogo.
- Identificazione del veicolo e documenti esaminati.
- Documentazione fotografica.
- Analisi delle condizioni e dell’originalità.
- Fonti consultate.
- Conclusioni e loro motivazione.
- Limiti dell’esame: ciò che non è stato possibile verificare e perché.
- Nome e firma del professionista incaricato.
Indipendenza e responsabilità
Le conclusioni di ogni relazione sono del professionista che la firma e che ne risponde personalmente. L’Istituto verifica che il metodo sia stato rispettato e che la relazione sia completa, ma non interviene sul merito delle conclusioni. [Chi ha un interesse nel veicolo da valutare, o un legame con le parti, non può ricevere l’incarico.]
Controllo della qualità
Ogni relazione viene verificata nella forma prima della consegna: presenza di tutte le parti, coerenza tra fotografie, documenti e conclusioni, indicazione delle fonti. Il Comitato tecnico-scientifico aggiorna il metodo sulla base dell’esperienza e si confronta sui casi più complessi.
Gli strumenti digitali
L’Istituto sta sviluppando un software proprio per la gestione degli incarichi. [Alla data del … sono operative le funzioni di: apertura e identificazione dell’incarico, registrazione dei dati del cliente e del veicolo, raccolta della documentazione, modelli standard di relazione, gestione delle fasi di lavoro, archiviazione. Indicare solo le funzioni davvero operative.] Altre funzioni sono in sviluppo.
Il software serve a garantire che ogni professionista segua le stesse fasi, che nessun passaggio venga saltato e che la documentazione resti ordinata e consultabile.
Riservatezza
I dati dei clienti e dei veicoli sono trattati in modo riservato e conservati nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Nessun caso viene usato a fini formativi o di comunicazione senza il consenso del cliente o senza essere reso anonimo.